Miseria e Nobiltà d’un Beccafico – (Filastrocca)
“Miseria e Nobiltà d’un Beccafico”
C’era una volta un giardino incantato
da due innamorati lietamente abitato,
lui un pò spocchioso amava esserne il Re,
pur storcendo il nasino lei lo volle per sè.
A mano a mano in quel piccolo Regno,
funesto il destin tracciò il suo disegno.
Il Re troppo preso dal proprio ermellino
lasciò sempre sola la Viola in giardino…
Fin quando un tal giorno che ora vi dico,
vi fè capolino un gran bel beccafico.
Beccava su tutto, fogliame e parenti,
su ricchi, potenti e le povere genti,
diceva di sè :- Sono nobile e solo
son io che lo voglio :- Alla larga v’imploro !
Ma per te Violettina farò un’eccezione,
ti consolerò con una dolce canzone,
ti aprirò gli occhi mia ingenua fanciulla…
Quell’uomo che ami non è Re dalla culla,
è solo malato di manie di grandezza,
è pazzo, bugiardo, una vera “monnezza” !
Lei sbalordita disse :- Or ti disdico,
ma tu beccafico non eri suo amico !?
Oh! Violettina, ma v’è differenza !
Tra l’essere amico ed aver conoscenza.
Con tutto ciò la testarda sposetta,
restò a piè fedele sulla sua erbetta.
Non disse mai nulla al suo Re fasullo,
neppur quando questi le sbraitava da bullo.
Passarono i mesi, passarono gli anni…
La Viola cortese divideva i suoi panni,
amava il Re Nudo e pure il Re Mida
per versi diversi, non li volle mai in sfida.
Il beccafico, oggi triste, oggi allegro,
stanco le disse :- Di voi me ne frego !
Ma il suo disappunto durava una sera
per riprendere poi la sua tiritera…
:- Son Nobile e Solo alla larga v’imploro!
Scherzavo mia musa io t’amo e t’adoro.
Il destino si sa è in agguato e infingardo,
già avea preparato un più grosso pedardo.
Al trio che oramai s’era ben collaudato,
s’aggiunse un binomio da tempo alleato,
due nuovi amici, a dir vero una coppia
che la malasorte volle poi presto zoppa.
Del Regno frattanto non restò che una zappa,
il Re lo vendette e sparì con la Mappa.
Violetta dolente, restò insieme agli amici
e li ospitò tutti nei suoi lidi domestici,
il beccafico in quel nuovo giardino
riprese a suonare il suo mandolino,
vuoi per il canto e le belle parole…
vuoi per la noia e l’assenza di prole,
la coppia d’amici si sfidanzò
lui restò male, la Viola fè :- Ohibò!
Mentre lei starnazzava felice e beata
del tutto ammaliata dalla serenata…
Alfin deluso l’innamorato, se ne andò via inver nauseato,
nulla gli valse, neppur della Viola l’odor di buono del suo bucato.
Il beccafico ringalluzzito, rierse solerte il suo vecchio fortino,
vi portò l’oca giuliva ed ingrata, gratificato pel nuovo bottino.
Ognor si sente riecheggiar per le messi
la tiritera ch’è ormai buona ai cipressi…
:- Son Nobile e Solo alla larga v’imploro
scherzavo mia musa io t’amo e t’adoro.
Addio beccafico, uccel d’altrui boschi
ormai li conosco i tuoi canti loschi,
non ti basterà mai il sol dono canoro,
per riuscire a beccare una foglia d’alloro.
da due innamorati lietamente abitato,
lui un pò spocchioso amava esserne il Re,
pur storcendo il nasino lei lo volle per sè.
A mano a mano in quel piccolo Regno,
funesto il destin tracciò il suo disegno.
Il Re troppo preso dal proprio ermellino
lasciò sempre sola la Viola in giardino…
Fin quando un tal giorno che ora vi dico,
vi fè capolino un gran bel beccafico.
Beccava su tutto, fogliame e parenti,
su ricchi, potenti e le povere genti,
diceva di sè :- Sono nobile e solo
son io che lo voglio :- Alla larga v’imploro !
Ma per te Violettina farò un’eccezione,
ti consolerò con una dolce canzone,
ti aprirò gli occhi mia ingenua fanciulla…
Quell’uomo che ami non è Re dalla culla,
è solo malato di manie di grandezza,
è pazzo, bugiardo, una vera “monnezza” !
Lei sbalordita disse :- Or ti disdico,
ma tu beccafico non eri suo amico !?
Oh! Violettina, ma v’è differenza !
Tra l’essere amico ed aver conoscenza.
Con tutto ciò la testarda sposetta,
restò a piè fedele sulla sua erbetta.
Non disse mai nulla al suo Re fasullo,
neppur quando questi le sbraitava da bullo.
Passarono i mesi, passarono gli anni…
La Viola cortese divideva i suoi panni,
amava il Re Nudo e pure il Re Mida
per versi diversi, non li volle mai in sfida.
Il beccafico, oggi triste, oggi allegro,
stanco le disse :- Di voi me ne frego !
Ma il suo disappunto durava una sera
per riprendere poi la sua tiritera…
:- Son Nobile e Solo alla larga v’imploro!
Scherzavo mia musa io t’amo e t’adoro.
Il destino si sa è in agguato e infingardo,
già avea preparato un più grosso pedardo.
Al trio che oramai s’era ben collaudato,
s’aggiunse un binomio da tempo alleato,
due nuovi amici, a dir vero una coppia
che la malasorte volle poi presto zoppa.
Del Regno frattanto non restò che una zappa,
il Re lo vendette e sparì con la Mappa.
Violetta dolente, restò insieme agli amici
e li ospitò tutti nei suoi lidi domestici,
il beccafico in quel nuovo giardino
riprese a suonare il suo mandolino,
vuoi per il canto e le belle parole…
vuoi per la noia e l’assenza di prole,
la coppia d’amici si sfidanzò
lui restò male, la Viola fè :- Ohibò!
Mentre lei starnazzava felice e beata
del tutto ammaliata dalla serenata…
Alfin deluso l’innamorato, se ne andò via inver nauseato,
nulla gli valse, neppur della Viola l’odor di buono del suo bucato.
Il beccafico ringalluzzito, rierse solerte il suo vecchio fortino,
vi portò l’oca giuliva ed ingrata, gratificato pel nuovo bottino.
Ognor si sente riecheggiar per le messi
la tiritera ch’è ormai buona ai cipressi…
:- Son Nobile e Solo alla larga v’imploro
scherzavo mia musa io t’amo e t’adoro.
Addio beccafico, uccel d’altrui boschi
ormai li conosco i tuoi canti loschi,
non ti basterà mai il sol dono canoro,
per riuscire a beccare una foglia d’alloro.
eve
(Evelina De Santis©)
Nota :
Nello specifico della filastrocca, il beccafico sta a simboleggiare una tipologia d’uomini volubili, bravi tanto ad adulare, quanto a ritrattare,
con in più la misera caratteristica, di andarlo a fare nel giardino degli altri, insidiandosi prima in una coppia, poi in un’altra e così via…

…è estremamente banale per me commentare i tuoi scritti…comunque…Attenta che se non passi a WordPress al più presto potresti perdere (marzo 2011) il tuo blog e questo sarebbe imperdonabilmente tremendo……….un inchino, un sorriso e se mi consenti….un bacino….
8 dicembre 2010 alle 19:55
Lo so Pietro… Ma non so farlo, la mia idiosincrasia per le questioni tecniche non è migliorata e francamente non so proprio dove mettere le mani per fare questo passaggio a WordPress, ma tu l\’hai fatto ?
16 dicembre 2010 alle 04:52
Prima di tutto…Buon Natale !!!!Si l\’ho fatto, anche se il nuovo aspetto. le funzionalità, l\’intuitività di WordPress non sono paragonabili al vecchio WinSpace ma meglio che perdere tutto !!!Loggandoti al tuo WinSpace comunque dovrebbe comparire una finestra automatica che ti guiderà nella migrazione completa del tuo vecchio blog al nuovo.Ora vedo se in rete ci sono più informazioni e ti faccio sapere.un bacioPietro
25 dicembre 2010 alle 10:07
http://www.tech-nology.it/?p=5538..ecco qui ti puoi fare un\’idea di come WordPress funzioni. C\’è più o meno tutto e comunque la procedura è in automatico.
25 dicembre 2010 alle 10:27
Pietro… impaginare e reimpaginare i post è pressochè impossibile ! Formatta per conto proprio e malamente, qualsiasi modifica apporti ai vecchi post per riadattarli a WordPress, ti fa sballare tutta l’impaginazione precedente, un vero Caos insomma !
Sono sconsolata e non so che fare
28 dicembre 2010 alle 15:21