“L’oltre luogo”
“L’oltre luogo”
Le mie orme sono sempre più distanti dai miei passi
e le mie notti sempre più vicine ai giorni,
accompagnate da una penombra perenne
che fa tremare di freddo persino i miei pensieri.
Vorrei ritrovare l’estate delle mie corse spensierate,
udire ancora il garrito festoso della primavera
che sbocciava sulla mia bocca con un sorriso
e sui prati con mille e più sorrisi colorati.
Chissà dov’è finito l’oltremare ed il suo blu fiordaliso,
quell’orizzonte che mi sembrava infinito
io non lo vedo più.
Chissà dov’è finito l’aquilone ed il suo rosso geranio,
quel volo in alto che il mio sguardo tratteneva rapito
io non lo seguo più.
Sono qui da sola, su questa sponda ormai desalata
e desolata pure dalla fantasia.
Sono nella lacuna ombrosa, nell’oltre luogo…
E non ho ancora capito perchè.
(Evelina De Santis ©)
